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"STRANE SERATE" AL BELVEDERE DI MONREALE con: "Tarocchi in scena", "Percorso al buio" e "38 fiori di bach monologo"
Monreale, Belvedere del chiostro, dalle 19:00

28 giugno 2009 ore 19
TAROCCHI IN SCENA
“Tarocchi in scena” è un evento semi-teatrale che si muove nel territorio del teatro estemporaneo e dei tarocchi. Il tarocco diventa un momento di intimità con se stessi e, allo stesso tempo, di condivisione con il pubblico, e suggerisce, proprio così come un gioco speculare, la nostra stessa immagine sotto forma di problemi, soluzioni, aperture interiori e slanci vitali. L’evento accade nello spazio e nel tempo in cui ciascuno trova il proprio filo narrativo. Come davanti a uno specchio, il pubblico vedrà rappresentati i suoi stessi drammi quotidiani ed esistenziali; si creerà, cioè, lo spazio in cui accogliere le catarsi di ciascuno. Gli ospiti della serata potranno, se vorranno, trasformarsi in attori su un palcoscenico.

5 luglio 2009 ore 19
PERCORSO AL BUIO
“Il percorso al buio” è un’ esperienza in cui il senso della vista viene temporaneamente sospeso e l’individuo può sperimentarsi nel conoscere la realtà con modalità insolite. Il percorso al buio è un’esperienza in cui si mette alla prova il nostro senso della fiducia: qualcuno ci condurrà e noi ci lasceremo condurr, e non avrà senso trovare i nomi per le cose, bensì si resterà attenti e vigili, presenti alla sensazione del momento. A occhi chiusi risulta più facile a tutti connettersi con quello spazio che possiamo definire lo sfondo di ogni cosa possibile, reale o solo immaginaria. È a occhi chiusi che si apre il primo varco verso il Sé.

12 luglio 2009 ore 19
38 MONOLOGO DEI FIORI DI BACH
L’atto unico è un macro “atto di restituzione” compiuto dal figlio nei confronti del padre, è il gesto liberatorio di ogni schiavo verso il proprio padrone, è l’urlo di uno studente verso l’insegnante, è lo sgomento del bambino abusato di fronte al mondo degli adulti, è la ribellione del succube devoto, sono i pugni stretti di un operaio, sono le lacrime di tante donne.

È l’atto in cui l’individuo si libera e si spoglia di tutto quello che lo ha condizionato. La sua nuova prospettiva ne fa oggetto fra gli oggetti, in un gioco impersonale dove non c’è nessuno e niente, soltanto la volontà inespressa che si manifesta. I fiori del monologo sono i fiori di Bach, un rimedio oggi molto diffuso in Occidente.

Sono i fiori della guarigione, sono potenti vibrazioni energetiche che inducono il cambiamento e lo scioglimento di alcuni fra i maggiori nodi esistenziali. La voce monologante restituisce al padre, cioè al potere, tutte le visioni distorte e tutti i comportamenti fatti propri, e in questo atto di liberazione assiste egli stesso al disfarsi del vecchio e al ricomporsi del nuovo.

Il ritmo è incalzante, veloce quanto mai: le sensazioni, i ricordi e i pensieri si alternano in maniera vertiginosa. Tuttavia, il testo è tutto un incedere dal buio alla luce, dall’inconsapevolezza del condizionamento alla presenza del risveglio, dal pieno al vuoto.

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