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Non appena
ci si rende conto che dietro ogni parola, ogni gesto e ogni
emozione riposa il vuoto senza forma…e se a questa comprensione
si aggiunge la voglia di rappresentare l’istante in
cui l’individuo si dissolve nel tutto…ecco che
nasce il teatro del risveglio, un gioco di spontaneità
e di lucida osservazione, in cui la vera celebrazione è
la morte di qualsiasi voce interiore si spacci per un qualsivoglia
IO.
È in questo spazio di presenza che l’attore si
spoglia del suo abito personale e canalizza spontaneamente
la parola del testo. Il panorama attoriale e coreografico
si manifesta, quindi, libero da ogni imbrigliatura recitativa
o semplicemente registica. Nel teatro del risveglio l’estemporaneità
avvolge ciascuno dei momenti della costruzione scenica: la
scelta delle luci, dell’impianto scenografico e delle
musiche avviene nella simultaneità e nella cooperazione
creativa In sintesi, nella consapevolezza dell’impersonalità
di ogni manifestazione della vita, artistica o meno.
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